Nuove direttive ADM sui distributori automatici: cosa cambia per le tabaccherie


Negli ultimi anni il distributore automatico è diventato una vera estensione della tabaccheria. Garantisce continuità di vendita, permette di raggiungere un pubblico serale e fidelizza chi cerca comodità e velocità. Ma l’evoluzione normativa in corso sta ridefinendo gli standard di trasparenza e tracciabilità di questo servizio.

Con una recente circolare, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha ribadito l’obbligo di identificazione chiara dei prodotti e di corretta visualizzazione dei prezzi all’interno dei distributori di sigarette e trinciati, insieme all’obbligo di garantire che i sistemi di selezione rispettino le normative anti–accesso ai minori.

Che cosa significa concretamente per le tabaccherie:

  1. Aggiornamento dell’interfaccia
    I prodotti devono essere chiaramente riconoscibili, senza ambiguità visiva. Immagini, codici e nomi devono corrispondere esattamente a quelli presenti nelle banconote fisiche.
  2. Tracciabilità delle operazioni
    I distributori devono essere collegati a sistemi che permettano il controllo fiscale delle vendite, riducendo il rischio di contestazioni.
  3. Controllo rafforzato dell’età dell’acquirente
    L’obbligo di installazione di sistemi di verifica dell’età (come Telecamere + Tessera sanitaria o ID digitale) diventa centrale.
    La tutela dei minori è oggi un tema osservato con grande attenzione da ADM.
  4. Manutenzione certificata
    Gli interventi di assistenza e aggiornamento software devono essere eseguiti da tecnici autorizzati, per evitare sanzioni.

Perché queste norme sono importanti

Non sono solo “vincoli burocratici”.
Rappresentano la strada verso una distribuzione più sicura, moderna e professionale.
Chi investe oggi in adeguamento tecnologico, domani si trova con una tabaccheria più affidabile, più competitiva e più valorizzata.

Aumento delle Accise sul Tabacco: cosa cambia per le tabaccherie e perché è un momento chiave


 Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso dell’aumento delle accise sulle sigarette e sui prodotti del tabacco. La misura, al centro della Legge di Bilancio 2026 e delle discussioni europee, non riguarda soltanto i fumatori: ha un impatto diretto anche sulle tabaccherie, che da sempre rappresentano un presidio economico e sociale nei territori. In Italia, il comparto tabacco contribuisce ogni anno con circa 15 miliardi di euro di entrate fiscali per lo Stato. Un settore importante, stabile e radicato, spesso portato avanti da microimprese familiari che garantiscono servizi essenziali: ricariche, pagamento bollette, bollo auto, giochi, spedizioni, servizi digitali.

📈 Cosa cambia con l’aumento delle accise

Secondo le prime proiezioni:

Nel 2026 il prezzo del pacchetto potrebbe aumentare di circa 0,15€

Con un possibile incremento graduale fino a 0,60€ nei successivi tre anni

A livello europeo, si discute anche di una direttiva che potrebbe portare aumenti fino a 3€ a pacchetto in alcuni Paesi per uniformare la tassazione.

🎯 Cosa significa per chi gestisce una tabaccheria

Un aumento dei prezzi può generare tre effetti principali:

  • Riduzione dei consumi
  • Una parte dei clienti potrebbe diminuire o modificare le abitudini d’acquisto.
  • Rischio di mercato parallelo
  • Un aumento troppo rapido potrebbe favorire contrabbando e acquisti irregolari, già oggi un fenomeno presente.
  • Riposizionamento delle vendite
  • Cresce l’interesse verso:
  1. Prodotti a riscaldamento senza combustione
  2. Vape e dispositivi elettronici
  3. Servizi complementari e retail di vicinato

    Secondo il rapporto Logista, infatti, negli ultimi cinque anni la vendita di prodotti senza combustione è passata dal 4% al 18% del mercato totale. Questo indica una trasformazione concreta e già in atto.

    🔄 È un momento di transizione

    Le tabaccherie non stanno perdendo valore: stanno cambiando ruolo. Diventano spazi di servizio, punto di riferimento locale, nodi del commercio rapido e del retail diprossimità.

    Il valore di una tabaccheria oggi non si misura più solo sugli aggi dei tabacchi, ma:

    • sulla varietà dei servizi offerti
    • sull’organizzazione degli spazi
    • sulla capacità di aggiornarsi e rispondere al territorio

    ✅ Conclusione

    È il momento di informarsi, pianificare e adeguarsi, non di preoccuparsi.

    ACOMM è al fianco degli imprenditori in questa fase di evoluzione, per:

    • valutazione dell’attività
    • analisi dei margini reali
    • strategie per aumentare la redditività
    • supporto nella compravendita e gestione

    Il mercato sta cambiando. Le tabaccherie che si aggiornano oggi saranno quelle più solide domani

    Riciclo delle e-cig: cosa cambia per le tabaccherie con il progetto Recycle-Cig


    In questi mesi c’è una novità importante che riguarda le tabaccherie e i loro clienti: nasce Recycle-Cig, un progetto nazionale che permette di raccogliere e riciclare le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato usati.

    L’accordo è stato firmato da FIT (Federazione Italiana Tabaccai)Logista e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con un obiettivo chiaro: dare ai consumatori un modo semplice e gratuito per smaltire i dispositivi elettronici esausti, senza buttarli nella spazzatura comune.

    Come funziona

    • Nelle tabaccherie che aderiscono verranno installati appositi contenitori per raccogliere le e-cig usate.
    • I clienti potranno lasciare i loro dispositivi senza alcun obbligo di acquisto: basta consegnarli, come previsto dalla formula “uno contro zero”.
    • Sarà Logista a occuparsi di tutto: ritiro, trasporto e smaltimento nei centri specializzati RAEE.

    Per i tabaccai non ci sono procedure complicate: basta richiedere il box e posizionarlo in un punto visibile del negozio.

    Perché è utile alle tabaccherie

    Aderire a questo progetto porta diversi vantaggi:

    • Un servizio in più per i clienti, che trovano un punto comodo e sicuro per smaltire i dispositivi usati.
    • Immagine positiva, perché la tabaccheria diventa anche un punto “green” che si prende cura dell’ambiente.
    • Nessun costo per i clienti e una gestione semplificata per l’esercente, grazie al supporto di Logista.

    Un’occasione anche per l’ambiente

    Le e-cig e i dispositivi elettronici contengono materiali che, se non smaltiti correttamente, possono diventare rifiuti pericolosi. Con Recycle-Cig, invece, questi materiali vengono raccolti e riciclati nel modo giusto, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo un comportamento responsabile.

    Conclusione

    Per le tabaccherie questa iniziativa rappresenta un’opportunità concreta: offrire un nuovo servizio utile ai clienti, migliorare l’immagine del punto vendita e contribuire a una gestione più sostenibile dei rifiuti elettronici.

    Satispay: commissioni dimezzate per i tabaccai, una boccata d’aria per bar tabaccherie


    Buone notizie per i tabaccai: Satispay ha ufficializzato che la nuova commissione per i pagamenti tramite app presso esercizi commerciali è dello 0,5% per le tabaccherie, anziché l’1% che è la tariffa standard per altri esercenti. Un cambiamento che può ridurre significativamente i costi operativi per chi lavora nel settore.

    Cosa significa concretamente

    • I tabaccai, attività con generi di monopolio, beneficiano ora di una tariffa agevolata allo 0,5%, la metà rispetto a quella applicata agli altri commercianti. (La Stampa)
    • La novità arriva in risposta alle recenti polemiche legate al costo delle commissioni Satispay, e soddisfa le richieste fatte all’Unione Tabaccai Italiani. (La Stampa)

    Vantaggi per le tabaccherie

    1. Risparmio diretto sui costi delle transazioni digitali: ogni pagamento fatto tramite Satispay costerà meno.
    2. Competitività migliorata, soprattutto per chi riceve molti pagamenti digitali.
    3. Migliore integrazione nel flusso digitale dei clienti, senza penalizzare l’esercente con costi troppo alti.

    Cosa fare ora se sei un tabaccaio (o vuoi acquistare una tabaccheria)

    • Verificare se la tua attività è riconosciuta tra quelle che rientrano nella categoria agevolata (tabaccherie, generi di monopolio).
    • Controllare le condizioni contrattuali con Satispay per applicare la tariffa corretta.
    • Adeguare il sistema di pagamento affinché accetti Satispay con le commissioni agevolate.

    Conclusione
    Questo cambiamento è un segnale importante: la digitalizzazione dei pagamenti non deve gravare sull’esercente. Col supporto delle nuove normative e condizioni, le tabaccherie possono beneficiare di costi più bassi, migliorando la marginalità e offrendo più opzioni ai clienti senza sacrificare il profitto.

    7 strategie efficaci per aumentare le vendite nella tua tabaccheria


    La concorrenza è forte, i margini sono stretti, ma con le giuste mosse una tabaccheria può distinguersi e aumentare gli incassi. Ecco 7 strategie pratiche che puoi applicare subito:

    1. Amplia l’offerta con prodotti ad alto margine

    Accanto a sigarette e tabacchi (che hanno aggio ridotto), inserisci piccoli articoli complementari: oggetti regalo, accessori per sigarette elettroniche, prodotti per la cura personale, articoli da regalo. Questi articoli possono far crescere molto il “valore dello scontrino” perché hanno margini più elevati.

    2. Cura il visual merchandising

    Organizza il layout del negozio in modo che i prodotti più redditizi siano ben visibili e facilmente raggiungibili. Espositori chiari, retrobanchi ordinati, segnaletica ben visibile: tutto ciò aiuta a far scoprire articoli che altrimenti resterebbero “nascosti” alla vista del cliente.

    3. Fidelizza la clientela

    Crea un piccolo programma fedeltà: una carta punti, sconti su articoli occasionali, offerte riservate ai clienti abituali. Spesso chi già viene da te acquista con meno esitazione. Farlo sentire “casa” può portarti più vendite ripetute.

    4. Offri servizi aggiuntivi

    Più servizi significano più visite e più opportunità di incasso. Alcuni esempi: servizio ricariche telefoniche, ricevitoria, pagamento bollette, consegna a domicilio, eventualmente un piccolo angolo bar se lo spazio lo permette.

    5. Adotta promozioni mirate e temporanee

    Una promozione breve, una piccola offerta su un prodotto molto richiesto può spingere le vendite. Può essere “2×1”, “sconto sul secondo acquisto”, “offerta del mese”. Importante comunicarla bene, anche sui social o tramite volantini.

    6. Sii presente online e comunica le novità

    Anche se la tabaccheria è un negozio fisico, oggi è fondamentale avere visibilità online. Instagram, Facebook, WhatsApp possono servire a far conoscere promozioni, nuovi prodotti o orari speciali. Se hai una grande vetrina o un prodotto nuovo, postalo: crea coinvolgimento con immagini belle e messaggi chiari.

    7. Ottimizza il servizio cliente

    Sorridi, saluta, conosci i clienti abituali, ascolta richieste e suggerimenti. Piccole attenzioni fanno la differenza. Un cliente soddisfatto torna volentieri e parla bene della tua attività. Anche prestazioni semplici: casse efficienti, tempi di attesa minimi, disponibilità nei momenti difficili.

    Conclusione

    Mettere in atto anche solo 2-3 di queste strategie può fare una differenza concreta nel fatturato. Non serve rivoluzionare tutto: “aggiustamenti intelligenti” contano molto. Se vuoi, ACOMM può aiutarti a valutare quali strategie sono più adatte per la tua tabaccheria e sostenibili nel tuo contesto.

    POS e sigarette: cosa dice la legge e cosa ha stabilito la sentenza di GenovaPOS E SIGARETTE


    Il tema dei pagamenti elettronici nelle tabaccherie è tornato al centro del dibattito.
    Vediamo cosa prevede la normativa e cosa è successo di recente a Genova.

    📌 La normativa vigente

    Dal 26 giugno 2023, con la Determinazione direttoriale n. 355282/RU dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, è stato revocato l’esonero che consentiva ai tabaccai di non accettare il POS per i prodotti del monopolio (sigarette, valori bollati, etc.).
    Oggi, quindi, tutti gli esercenti hanno l’obbligo di accettare pagamenti elettronici, senza distinguere tra beni e servizi.

    ⚖️ Il caso di Genova

    Un tabaccaio, multato per aver rifiutato un pagamento elettronico di un pacchetto di sigarette, ha fatto ricorso.
    Il Giudice di Pace di Genova ha accolto il ricorso, annullando la sanzione. La motivazione è che l’obbligo del POS, in certi casi, può portare il tabaccaio a lavorare in perdita:

    • il prezzo delle sigarette è fisso e imposto dallo Stato;
    • le commissioni bancarie sul pagamento non possono essere trasferite al cliente;
    • l’aggio del tabaccaio è molto basso.

    Secondo il giudice, questo rappresenta una situazione di “duplice monopolio”, che può penalizzare eccessivamente l’esercente.

    🔎 Cosa significa per i tabaccai

    Ad oggi, la legge continua a prevedere l’obbligo di accettare i pagamenti con POS anche per i tabacchi. Tuttavia, la sentenza di Genova apre la strada a nuovi scenari interpretativi: in casi particolari, il rifiuto del pagamento elettronico potrebbe non essere sanzionabile.

     Conclusione

    Per i tabaccai è importante conoscere sia la norma che le recenti sentenze: la regola resta l’obbligo del POS, ma non si escludono futuri sviluppi normativi o giurisprudenziali.
    ACOMM segue costantemente l’evoluzione di questi temi, per informare e supportare chi gestisce o vuole aprire una tabaccheria.

    Bar in Vendita Torino | Come sceglierlo in maniera corretta


    Bar in Vendita a Torino

    Stai valutando di vendere il tuo bar o invece stai cercando nuove opportunità per trovare il miglior bar in vendita a Torino e aprire un bar?

    Acomm è l’agenzia specializzata per chi vuole comprare un bar a Torino e in generale nella provincia, ma anche di chi vuole vendere un bar a Torino.

    Qui trovi alcuni parametri per farti un’idea da solo, ma per maggiori informazioni contattaci, abbiamo sempre tantissimo occasioni per chi cerca bar in vendita a Torino  e chi cerca bar in vendita a Torino centro o ad esempio bar in vendita Torino Santa Rita.

    Bar in Vendita, come definire il valore

    Quando si decide di vendere o acquistare un bene, un immobile o, in questo caso un’attività, è necessario capire quale sia il suo valore di mercato, che è dato da tante variabili come ad esempio:

    • Location
    • Fatturato
    • Costi di gestione

    Bar in Vendita, il suo prezzo di mercato

    Per capire il prezzo di mercato di un bar a Torino ci sono diversi parametri. Uno di questi è osservare i bar già in vendita per farsi un’idea, ma se una delle maniere più corrette è legare il suo valore al fatturato annuo, magari degli ultimi 3 anni (se non ci sono stati sbalzi anomali). In generale si può dire che il valore di un bar in vendita a Torino è il 60 – 80% del fatturato annuo. Questo è un dato oggettivo. Basarsi solo sul fatto che il bar sia nella zona Crocetta, in zona centro o in un centro commerciale, da solo non vuol dire molto. Ci sono casi di bar gestiti molto bene, con cura dei dettagli e super servizio al cliente, che sono in una via secondaria, che fatturano molto di più di un bar in una via a grande traffico, che invece non ha mai curato la clientela. In questo caso si potrebbe valutare un potenziale più alto, ma se si “compra” l’attività, si “comprano” anche i clienti di questa attività e il fatturato è un valore oggettivo.

    Bar in vendita a Torino, le caratteristiche fanno la differenza

    A parità di qualità del servizio, è ovvio che una valutazione di un’attività commerciale come un bar a Torino. Il bar è in un centro commerciale? Quanti passaggi fa il centro commerciale? Il bar a Torino è in centro in Via Roma, Via Lagrange o è in in una via a più basso traffico? Ci sono mega uffici vicino, è davanti al tribunale o a pochi passi dall’università? Come sono i bar concorrenti attorno? Sei uno dei pochi bar nella zona o l’area è ben coperta da bar di livello top? Tutto questo ha un valore che poi deve essere confermato dal fatturato storico che è un dato oggettivo.

    Impariamo a osservare anche altre caratteristiche come

    • La qualità dell’arredamento
    • Mq del locale
    • Se ha il dehors

    Qui di seguito trovi alcuni esempi di zone diverse di Bar a Torino

     

    ….scopri qui tutti i bar in vendita a Torino e provincia con le valutazioni Vendita Bar

     

    Vendita Bar a Torino. Valutazione patrimoniale e d’avviamento

    Per valutare un bar a Torino (e in provincia), bisogna fare una valutazione dell’avviamento che si fa tramite l’Ufficio del Registro e si calcola moltiplicando la % di redditività per la media dei 3 anni degli incassi, poi moltiplicato per un coefficiente di 2,5

    La stima patrimoniale si basa invece sulla somma di

    • Patrimonio netto
    • Attivi (magazzino, crediti, immobilizzazioni…)
    • Passivi (debiti, mutui…)

    Come si può capire quindi, fare una valutazione di un Bar a Torino e Provincia non è semplice. Ci sono valori oggettivi come il fatturato, la superficie, il magazzino ecc… ma ci sono valori soggettivi dati dalla storicità, dalla fidelizzazione del cliente e poi ancora il costo dell’affitto, gli orari di apertura, l’inclusione di servizi come colazione, pranzo e aperitivi.

     

    Vendita Bar a Torino. Quali sono le licenze necessarie

    La burocrazia in Italia si sa ci accompagna in ogni momento della nostra vita e quando su desidera aprire e rilevare un bar stiamo certi che non rimarremo delusi. Quando si decide di investire in un’attività è bene sapere tutto il necessario da fare per evitare di rimanere bloccati.

    Aprire un Bar, la formula giuridica

    Sei da solo o hai dei soci? Se hai dei soci, fatti seguire da un bravo commercialista e appoggiati anche alla Camera di Commercio che può essere fonte di informazioni.

    Autorizzazione e SCIA

    Il bar è un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, ovvero di consumo in loco di cibo, appositamente servito con un’area aperta al pubblico, costituita da un’unica tipologia:esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande.

    L’attività di somministrazione è da svolgere nel totale rispetto delle norme in materia igienico sanitaria, urbanistica ed edilizia e ovviamente in termini di sicurezza e prevenzione incendi, inquinamento acustico e sulla sorvegliabilità dei locali. Sia che si tratti di imprese individuali o che si tratti di società o altro ancora, i requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare (o rappresentante legale o da persona preposta all’attività di somministrazione).

     

    Come Aprire un Bar. Pratiche da avviare

    Ci sono ad esempio una serie di documenti come HCPP, il corso antincendio e ovviamente il corso per la somministrazione di alimenti e bevande

    Quali sono i requisiti per aprire un bar

    Essere maggiorenni

    Avere concluso la scuola dell’obbligo

    Non avere condanne penali

    Avere un diploma a indirizzo alberghiero o un attestato di scuole professionali per la somministrazione di alimenti e bevande riconosciuti da Provincia o Regione. E’ anche possibile sostenere un esame d’idoneità presso la Camera di Commercio.

    Esercizi di somministrazione, le varie tipologie

    Secondo la legge ci sono 4 tipologie:

    1. Esercizi Tipologia 1 – bar tavola fredda con somministrazione alimenti con minima attività di manipolazione, come panini, caffe, brioches, toast, ecc…
    2. Esercizi Tipologia 2 – bar con somministrazione di prodotti di gastronomia preparati in esercizi autorizzati. Sono i casi di piatti semplici e riscaldati, come insalate, salumi, macedonie, kebab, crepes ecc…
    3. Esercizi Tipologia 3 – bar tavola calda con piccola ristorazione
    4. Esercizi Tipologia 4 – ristorazione tradizionale

    Autorizzazioni del Sindaco

    Il Sindaco del Comune deve autorizzare quando si apre un bar con licenza di vendita e somministrazione di alcolici. Ha una validità di 5 anni ed è rinnovata in maniera tacita se non si incorre in problemi nell’esercizio dell’attività. L’apertura e chiusura del bar è deciso sempre dal Sindaco. Poi è possibile personalizzarli, ma devono essere comunicati al Comune e visibili al cliente con un cartello ben visibile. Queste variazioni non possono comunque eccedere l’ora extra.

    Una volta ottenuta la licenza bisogna  informarsi sulle normative per i bar, come quelle di pubblica sicurezza e igienico sanitarie.

     

    Stai cercando un Bar in Vendita?

    Vai alla sezione Bar in Vendita del nostro sito per trovare i bar in vendita a Torino in tutte le zone come il centro, la Crocetta, Santa Rita, Mirafiori, Tribunale, nei centri commerciali e non solo, ma anche nella provincia di Torino.

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    Acomm è specializzata nella vendita di attività commerciali come Bar e Tabaccherie. Offriamo anche una vasta consulenza sia in fase di acquisto che i vendita, consulenza su tutte la fasi, anche sui finanziamenti, sulle pratiche burocratiche e di permessi.

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    Aprire un Bar: quali sono i requisiti


    Aprire un Bar

    L’apertura di un bar consente di lavorare in un ambiente dinamico a contatto con il pubblico e viene spesso considerata un’attività imprenditoriale attraente e piacevole. Questo perché consente a chiunque di mettersi in proprio anche senza avere grosse competenze. In ogni caso per aprire un bar è sempre meglio impostare l’attività pensando ad un target ben preciso ed offrendo una soluzione mirata ai suoi bisogni, valutando la location, il passaggio, l’ubicazione, la vicinanza di uffici banche ecc.

    Innanzitutto è importante conoscere gli incassi del locale, tramite i bilanci e libri contabili, una volta stabiliti gli incassi si dovrà sottrarre i costi dell’eventuale personale, i costi dell’affitto e delle utenze, eventuali assicurazioni ed eventuali oneri finanziari, cioè interessi su finanziamenti. Dopo un’analisi attenta dei costi e dei ricavi si avranno le idee più chiare su questo tipo di investimento che ad oggi rimane ancora redditizio e stimolante.

     

    Come aprire un Bar

    quali sono i requisiti per aprire un bar necessari per l’intestazione delle licenze

    • Corso per ottenere attestato HCCP e corso per ottenere l’abilitazione e di sicurezza sul lavoro;
    • Se si è in possesso di un diploma alberghiero e di un’esperienza lavorativa che superi i 2 anni, contributi con mansioni di barista basta fare un corso indetto dalla Camera di Commercio p presso strutture private per ottenere l’attestato HCCP.

    Finanziamento ai giovani per l’acquisto di un bar

    Per ottenere un finanziamento, un giovane può rivolgersi al Ministero dello Sviluppo, tali finanziamenti non sono fissi, ma variano da Regione a Regione e di anno in anno. Grazie a queste agevolazioni per molti è stato possibile ottenere in contributi per giovani a fondo perduto anche per il 50% dell’investimento o con agevolazione del restante 50%.

    Licenza bar

    Quanto costa la licenza bar? Per rilevare un bar già esistente il prezzo dipende da molti fattori:

    • Ubicazione del locale
    • Valore degli arredi ed attrezzature
    • Incasso dichiarato fatturato
    • Utili dimostrabili

     

    Costi gestione bar

    Quanto costa aprire un bar o quanto costa rilevare un bar? Come per ogni attività commerciale e imprenditoriale, bisogna tenere conto di costi e ricavi derivati dall’attività. In maniera sommaria elenchiamo qui di seguito quelli che sono i costi, ma siamo a tua disposizione per entrare maggiormente nel dettaglio.

    • Acqua, luce, gas
    • Affitto locali
    • Forniture
    • Costo dell’eventuale personale
    • Costi derivanti dell’impostazione fiscale (Tasi, Tari, Inps, Irap, Irpef)

     

    Bar in Vendita Torino

    Acomm è un’agenzia di compravendita di attività commerciali che opera a Torino e in generale in Piemonte. Siamo a tua disposizione senza alcun impegno per valutare insieme quali sono le migliori opportunità che il mercato offre.

    Ci puoi contattare via mail a info@acommsas.it e al telefono 011 5621198.

    Vuoi vedere ora le occasioni? Vai al link qui di seguito

    Bar in vendita

    Aprire una tabaccheria: conviene ancora?


    APRIRE UNA TABACCHERIA

    Quando contattano AComm, le domande che ci pongono spesso sono: “Aprire un tabacchino conviene ancora?” “Come aprire una tabaccheria?” e ancora “Prezzo Licenza Tabacchi” “Costi Licenza Tabacchi” “Quanto costa aprire una tabaccheria” o semplicemente “Aprire Tabaccheria“. Noi di A.Comm siamo un’agenzia specializzata, ma ovviamente siamo disponibili per fare valutazioni anche di carattere economico, se convenga o meno aprire una tabaccheria. Sei capitato su annunci di Cedesi Tabaccheria, Vendesi Tabaccheria o Tabaccheria Vendesi? Contattaci subito.

    Nonostante il settore commercio generale sia in crisi, il compare una tabaccheria, offre ancora molte opportunità e ottimi guadagni anche perché, oltre alla vendita dei prodotti di Monopolio, la rivendita può vendere prodotti da banco confezionati (dolciumi, cartoleria, articoli regalo), tranne i cibi freschi.

    La tabaccheria negli anni si è trasformata in un’attività di servizi al pubblico; con le reti telematiche di Lottomatica e Sisal vengono fornite ai clienti servizi, quali il pagamento delle bollette, la vendita dei biglietti delle lotterie “gratta e vinci”, il pagamento del bollo auto, multe e bollettini di utenze in genere.

    La tabaccheria produce, quindi, un reddito continuo giorno dopo giorno con forniture di merce non deteriorabile. Tale attività può essere svolta in negozi medio piccoli con basse spese di gestione.

    Con questi concetti non cerchiamo più un lavoro, lo compriamo, investiamo sulle nostre risorse per garantirci un futuro stabile, sicuro e programmato.

     

    Come aprire un tabacchino

    Ci sono dei requisiti necessari per aprire una tabaccheria dai quali non si può derogare

    • Essere maggiorenni
    • Non avere procedimenti penali in corso o condanne definitive
    • Non avere interdizioni in modo perpetuo dei pubblici uffici
    • Non essere stato titolare di rivendite negli ultimi 5 anni
    • Non essere fallito

     

    Aprire una tabaccheria quanto costa

    • Novennale: tassa di ingresso imposta dal Monopolio di Stato riferita in base al 50% degli aggi derivanti dalla vendita dei tabacchi e del lotto nell’ultimo anno di esercizio;
    • Imposta di registro: 3% del valore dichiarato da pagarsi al momento del rogito notarile;
    • Acquisto del magazzino: merce sana e commerciale rilevata previo inventario dei generi di Monopolio e della minuteria a prezzo di costo, come da fatture di acquisto;
    • Altre spese: costo atto notarile che varia a seconda del valore dichiarato, polizze assicurative, marche da bollo per le pratiche di subentro.

     

    Liberalizzazione tabacchi

    Per liberalizzare la vendita dei tabacchi lo Stato dovrebbe rinunciare al Monopolio e quindi rinunciare ad incassare la Novennale che è il diritto di esclusiva riconosciuto alle tabaccherie sul territorio. Questa tassa è molto corposa e costosa ed un’ottima entrata nella casse erariali dello Stato.

     

    Quanto costa la licenza tabacchi

    Quanto costa una licenza tabacchi? Il costo della licenza tabacchi (inteso come concessione dello Stato) è stabilito dal mercato, non esiste un prezzo fissato dalla Legge. Varia a seconda dell’ubicazione, delle attrezzature, dell’analisi degli aggi di Monopolio che, indicativamente, nel 2019 vengono moltiplicati per il coefficiente 2.5 nel Nord Italia. Per avere maggiori informazioni sul costo licenza tabacchi è necessario fare un’analisi dell’area, ma in generale è sempre un ottimo business.

     

    Desideri avere una consulenza senza nessun impegno? Contattaci al telefono 011 5621198 o via e-mail a info@acommsas.it e se invece sei interessato a valutare delle offerte su tabaccherie in vendita a Torino e provincia, clicca qui sotto per vedere le migliori occasioni.

    TABACCHERIE IN VENDITA

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